Quante cose si possono scoprire partendo per un progetto di volontariato europeo? Il Corpo Europeo di Solidarietà offre tante occasioni per mettersi in gioco e capire meglio chi siamo. Abbiamo chiesto ad Andrea S. di mandarci una sua breve testimonianza per raccontare com’è andata in Polonia nelle scorse settimane. Ecco le sue parole e qualche foto per rendere ancora meglio l’idea dell’esperienza che ha vissuto in quest’interessante Paese europeo.


Ciao a tutti!

Sono qui per raccontarvi, oggi, dell’esperienza che ho vissuto in Polonia grazie e tramite, il Corpo Europeo di Solidarietà.

Il tutto comincia nel mese di Settembre, avevo da poco appreso – tramite un ragazzo di conoscenza di mia mamma – dell’esistenza della piattaforma del Corpo Europeo di Solidarietà e stavo scrollando la pagina alla ricerca di un progetto a breve termine; ne ho trovati un paio e ho mandato l’application form per entrambi. Nel giro di qualche ora, ho ricevuto una e-mail dalla coordinatrice di uno dei progetti, Joanna, che mi proponeva di fissare un colloquio la mattina verso le 10… del giorno seguente. Ho accettato senza esitare. La mattina seguente ho fatto un breve colloquio, e per le 14, avevo una risposta. Il colloquio era andato bene ed ero stato selezionato; sarei andato per due mesi in Polonia!

Emozionatissimo (e un po’ in ansia per la nuova avventura che mi aspettava), ho iniziato a cercare dei voli per la Polonia, avrei cominciato il 5 di Ottobre, il volo era un giorno prima, il 4. Vi risparmierò tutta la parte del viaggio (potrei scriverci un altro articolo a riguardo e chi lo sa… magari in futuro ;)) e passerò immediatamente al mio arrivo in associazione. Sono arrivato in ostello (l’associazione/uffici e l’ostello erano nello stesso edificio) per le 21, e sono stato accolto da quattro dei miei compagni di viaggio e da Joanna, la coordinatrice. Tutti gentilissimi, mi hanno accolto calorosamente e si sono poi presentati: Yukiho dal Giappone, Ans dal Pakistan, Nasiiat dal Kirghizistan ed Anthony, mio compagno di stanza, dalla Francia. Una volontaria mancava all’appello… Mafalda, dal Portogallo, che ci ha poi raggiunti un paio di ore dopo.

Il team era al completo, per ora. (Ci ha raggiunto due settimane dopo l’inizio del progetto, Lakshmi, una simpaticissima ragazza spagnola che ha portato una botta di vita in ostello). Il giorno seguente, eravamo pronti per il nostro primo giorno in ufficio, abbiamo fatto un po’ di conoscenza e ci hanno spiegato, un’altra volta, di cosa si occupava l’associazione. La mia associazione si occupava di creazione di contenuti multimediali, organizzazione di eventi, rivolti per la gran parte ai giovani ragazzi polacchi e di organizzare meeting con le scuole, nella quale parlavamo dei nostri paesi d’origine e promuovevamo il volontariato e il viaggiare all’estero. Il lavoro era molto carino e flessibile, e cosa molto importante per me, ci permetteva di esplorare i nostri talenti. E’ proprio in associazione che ho scoperto di essere piuttosto bravo nella scrittura!

Ora che vi ho parlato dell’ambiente di lavoro, mi piacerebbe molto parlarvi della gente polacca, ma purtroppo, causa coronavirus, non abbiamo avuto molto modo di conoscere persone del posto… per quello che ho potuto vedere intorno a me, le persone in Polonia sono tipicamente cordiali, anche se un po’ restie ad aprirsi al “nuovo”. Ah, e… a meno che non siano “bevuti”, sono molto meno chiassosi di noi italiani, ahahah.

In merito ai luoghi da me esplorati, posso citare:

  • il castello di Lancut, a parer mio veramente meraviglioso, ad un solo quarto d’ora di treno dalla città in cui ero alloggiato (Rzeszòw)
  • Cracovia, tappa d’obbligo per gli amanti dell’epoca Medievale, davvero caratteristica e accogliente. La mia attrazione preferita? La statua del drago che sputa fuoco (sì, fuoco vero!)
  • Zakopane e Bieszczady, entrambe meravigliose zone di montagna, la prima più turistica, la seconda un po’ più per escursionisti
  • e per ultima… Varsavia, moderna e piena di vita, l’ho davvero adorata, seppur il freddo gelido mi spingeva costantemente a entrare in un negozio qualsiasi per trovare un po’ di tepore.

Per quanto riguarda i miei compagni di viaggio… non ho molto da dire, o forse troppo. Posso dire con fermezza che sono tra le persone più belle che io abbia mai incontrato, tutti quanti. Non so dire se sia stato fortunato io o se la gran parte dei progetti europei è proprio così, di esperienza ne ho vissuta solo una (per ora ;)), ma credo davvero che ci siano dei posti nel mondo in cui l’energia brilla più pura e forte, e i luoghi dove ragazzi giovani si uniscono per fare del bene, rientrano tra questi.

Andrea S.

3 pensieri riguardo “Andrea, volontario ESC, racconta la Polonia

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