Alessia Ottelli, giovane camuna di Artogne, ha partecipato allo youth exchange HEALTHY LIFESTYLE (17-24 agosto 2018, Belgio). Ecco la sua testimonianza!

 

Devo ammettere che il giorno prima della partenza per questo Erasmus avevo paura, non volevo fare la valigia e non volevo partire, temevo che qualcosa sarebbe andato storto e non volevo rimanerci male.

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Alla fine di questa esperienza, l’unica cosa che rimpiango è di non aver colto l’occasione per fare amicizia con tutti, soprattutto con i ragazzi del gruppo del Belgio, con cui ho avuto l’opportunità di esercitare gli otto anni di francese che ho studiato tra medie e superiori, ma con cui c’erano un po’ di divergenze sul piano della cultura. Una cosa che porterò nel mio cuore per sempre è invece il legame che ho stabilito con i ragazzi del gruppo greco, che hanno voluto imparare la mia lingua e mi hanno trasmesso qualcosa della loro cultura (si sono autodefiniti dei “terroni”, tanto per farvi capire quanto erano innamorati dell’Italia e quanto le nostre abitudini si assomigliassero, nella foto ne vedete alcuni).

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I miei momenti preferiti in assoluto sono state le serate interculturali, dove abbiamo potuto assaggiare il cibo tipico di entrambi gli altri paesi e per cui anche noi italiani ci siamo sbizzarriti con i piatti più famosi della nostra tradizione culinaria (ovviamente spaghetti al pomodoro e pizza), per poi chiudere il tutto con delle danze tradizionali, ma anche le lunghe serate passate al falò hanno avuto un ruolo fondamentale nel formare questa fantastica rete di amicizie.

L’ultima notte tanti di noi del gruppo italiano hanno deciso di restare svegli fino alle 4 per salutare il gruppo greco che sarebbe partito a quell’ora per andare in aeroporto, è difficile spiegare quante lacrime ho versato in quel momento, è difficile descrivere la tristezza che ho provato quando ho capito che era tutto finito, che saremmo tornati tutti alla solita routine, che nessuno avrebbe mai capito quello che veramente ho provato durante questo scambio.

Anche dopo che sono tornata dal Belgio ho continuato ad ascoltare la musica che ascoltavamo in ostello (l’inno ufficiale di “Healthy life” era Bella Ciao, la versione del cantante francese Maître Gims, con cui il gruppo belga ci ha accolti quando hanno visto arrivare il pulmino che ci ha portati dall’aeroporto all’ostello) e ancora adesso, che sono passati alcuni giorni dal rientro, mi capita di riprovare tutte le emozioni che hanno accompagnato questa esperienza, ma soprattutto mi commuovo ogni volta che guardo la mia bellissima bandiera belga appesa al muro e su cui ogni partecipante ha messo la sua firma e una frase nella lingua che più preferiva, dal francese, all’italiano, al greco.

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Ogni giorno che passa mi capita di avere sempre più voglia di prenotare le mie prossime vacanze in Belgio o in Grecia per rivedere tutte quelle fantastiche persone che mi mancano da morire e che mi hanno letteralmente cambiato la vita, ad ognuno di loro ho lasciato un pezzettino del mio cuore e spero che decidano di custodire per sempre la mia amicizia come io farò con loro, per poter trasmettere un buon ricordo ad ogni persona che ci chiederà “Cosa ha significato per te prendere parte ad un progetto europeo come questo?”

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Alessia Ottelli

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