Lucia Polonioli è una ragazza camuna che ad ottobre ha preso parte al progetto “Family Portrait” in Ungheria, cui ha partecipato grazie al lavoro di Atelier Europeo e Comunità Montana di Valle Camonica. Sabato 2 dicembre verrà a Malegno con gli altri ragazzi del gruppo a raccontarci quest’esperienza. Ecco la sua testimonianza:

Purtroppo o per fortuna la mia esperienza con questo progetto di scambio culturale incentrato sul tema della “famiglia” mi vede nel ruolo di leader. Dico “purtroppo” perché, ahimè, la qualità principale del leader – ovvero l’ottima conoscenza dell’inglese – è un requisito di cui non dispongo; tengo a sottolineare anche il “per fortuna” in quanto, essendo fuori fascia di età per questo tipo di esperienze, l’unica opportunità per partire era appunto quella di qualificarmi come leader.

LuciaPolonioliPer questo motivo ero forse la più titubante del gruppo, ma ho preferito mettere da parte ogni timore e vivere quest’esperienza cogliendola come un regalo fatto dall’UE per migliorarmi e mettere finalmente alla prova il mio scarso inglese, cogliendo la possibilità di capire dove e di quanto devo migliorarmi. Diversi erano i progetti a cui avrei voluto prender parte in passato, ma per un motivo o l’altro non c’ero mai riuscita, fino a quando mi è stata proposta quest’occasione ed ho immediatamente accettato.

Durante i nove giorni trascorsi in Ungheria mi sono interfacciata con tanti ragazzi… con alcuni ho legato fin da subito e il gruppo italiano ha instaurato un bellissimo rapporto di amicizia (che continua tuttora) con il gruppo spagnolo. Vuoi per la lingua simile, vuoi per lo stile di vita di questi ragazzi (molto espansivi, scherzosi e meno introversi rispetto agli altri partecipanti), siamo riusciti a socializzare appena arrivati nella struttura ospitante. Lo scopo del progetto era riunire ragazzi provenienti da Paesi diversi e, tramite un tema che facesse da filo conduttore, farli interagire; l’obiettivo era anche confrontarci, conoscerci, parlare, discutere, per implementare poi una sorta di disseminazione della cultura europea una volta ritornati a casa. Devo dire che per quanto mi riguarda posso affermare “missione compiuta!”: sono tornata consapevole dei miei limiti, ma con l’entusiasmo di un bambino e la speranza che ci possa essere un’altra opportunità per ripartire.

Come per ogni situazione però, oltre alle cose positive, vorrei fare anche delle critiche in senso costruttivo; se dovessi essere io l’organizzatrice di un progetto simile introdurrei infatti delle modifiche: proprio per il mio inglese ho avuto diverse criticità… oltre che ad approcciarmi con ragazzi “più bravi”, mi sono trovata spesso in difficoltà a capire le indicazioni date per svolgere alcune attività, risolte però grazie all’aiuto prezioso del mio gruppo e del leader del gruppo della Spagna, che mi palava spesso in spagnolo (oltre che l’inglese ho potuto rispolverare infatti lo spagnolo, lingua che mi piace moltissimo!); per ovviare a questo problema avrei introdotto un test all’arrivo in struttura, per avere un’idea del livello di inglese dei partecipanti, così da poterli suddividere in modo adeguato nei lavori di gruppo ed evitare imbarazzi nei giorni iniziali, dove ognuno doveva presentarsi attraverso dei giochi. Inserirei anche lezioni frontali inerenti il tema trattato, con proiezioni video e materiale cartaceo, delle visite alle città importanti e infine il prendere in considerazione la diversa provenienza dei partecipanti, cercando di proporre cibi inerenti i vari Stati; ho trovato infatti costruttive ed interessantissime le serate interculturali e prenderei spunto da queste per proporre dei menù internazionali, proprio per cercare di unire e fare gruppo anche attraverso il cibo.

Sono dell’idea che partecipare ad un Erasmus+ ti aiuti ad avere nuovi amici, a fare rete, ad incrementare la voglia di viaggiare senza frontiere, anche solo per andare a trovare il compagno che era in stanza con te, implementare l’inglese – motivo principale per cui tutti decidono di partecipare – ma anche conoscere le tradizioni, il cibo, la cultura e la lingua degli altri Stati.

Lucia

2 pensieri riguardo “Lucia Polonioli – Erasmus+ in Ungheria

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